
…in ginocchio davanti a me, gambe aperte, bendata, seno oscenamente offerto ed esposto
…mani legate dietro la schiena, legate solo virtualmente, da lacci invisibili ed inconsistenti, potresti “liberarti” in qualsiasi momento
…capezzoli duri come pietra che si alzano ed abbassano insieme al seno, al ritmo del tuo respiro profondo, ansimante
…
(omissis)
…
…l’orgasmo è esploso dentro di te, partendo con una vampata dall’inguine e propagandosi per tutto il corpo, sussulti, tremi, il tuo godimento è visibile sulle cosce fradicie, coperte di umori appiccicaticci
…ti aggrappi con forza al mio braccio, che ti ha dato dolore e piacere, continuando a tremare e sussultare, respiro affannato e veloce
…le mie labbra si poggiano delicatamente sulla tua fronte in un bacio incredibilmente intimo, lacrime scivolano da sotto la benda, lungo le tue guance, le lecco
…le nostre bocche si trovano in un bacio da togliere il fiato, è come se stessimo togliendoci il fiato a vicenda, respirando ognuno l’aria dell’altro
…non è necessaria nessuna parola, nessuna frase, solo questo…




esco dal ristorante e mi dirigo, a piedi, verso una delle principali piazze (bellezze) della città…serata fredda ed umida ma affascinante…sotto i portici una coppia di Kiev si esibisce…lui alla fisarmonica lei, bellissima, canta (un tenore credo). “Ave Maria” echeggia sotto i portici e per tutta la piazza in questa notte che sembra dire “prendimi!”. Rimango ad ascoltare per un po’, rapito dall’atmosfera e dalla grandezza di questa giovane coppia che si guadagna da vivere in un modo fantastico, facendo quello che adorano, seguendo ancora i loro sogni…sento brividi lungo la schiena, non è il freddo…è tutto questo…magnifico! Grazie città, grazie coppia ucraina…in bocca al lupo per tutto!

bellezze da copertina patinata, da passerella, artificiose, plasticose, irreali…in poche parole perfette…ma con lo stesso sex appeal di una triglia sul banco del pesce e la fantasia di una rapa…adattissime al maschio medio (mediocre) che deve sfogare pulsioni sessuali in modo solitario…oppure create per i Ken che cercano Barbie…destinati ad accoppiarsi tra di loro, in modo asettico, meccanico…trionfo della perfezione fisica e del vuoto assoluto…
un altro albergo anonimo…
come casa un albergo, come mezzo di locomozione un treno od un taxi, colazioni pranzi e cene consumati in bar, mense, ristoranti…vita da nomade, da zingaro…non ho neanche un ufficio fisso, la maggior parte delle volte neanche colleghi fissi…qualche mese qui, qualche mese la…a dare “consulenza” ai diversi clienti…ma va bene, in fondo mi piace…mi piace questo non avere punti fissi, certezze, orari…va bene spostarsi di continuo, non sapere dove sarò il mese prossimo, cosa farò. Mi occorre però UN punto fisso…soltanto uno ora come ora…voglio UN punto fisso…voglio te!
…lunedì mattina, ennesimo treno, ennesima trasferta…è presto, troppo presto per me, salgo sul treno che sono uno zombie…caffè e l’iPod che mi spara al massimo, in modalità shuffle, un album di Vasco. E’ “Fronte del palco”, brani melodici alternati a brani rock, esecuzione dal vivo…fantastico…quello che mi ci vuole per cominciare ad aggredire questa settimana, prima che lei aggredisca me. Con una sigaretta ora sarebbe il massimo ma ormai è tabù, mi sta sul cazzo questa società che ci vuole tutti asettici e salutisti, voglio farmi del male, voglio fumare, datemene la possibilità!!! Avrei voglia di abbassare il finestrino e gridare “fottetevi tutti!!” ma, anche volendo, non potrei…l’Eurostar ha, ovviamente, i finestrini sigillati! Peccato, farlo mi avrebbe fatto sentire meglio…
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