
Le tue gambe socchiuse inguainate da quella gonna stretta, quella gonna che sai mi fa impazzire, seduta difronte a me.
Senti la lama fredda poggiarsi sulla tua coscia, sobbalzi ed istintivamente chiudi un po’ le gambe.
"Non farlo!" ti sussurro con tono imperioso.
Riapri le gambe e senti la lama scivolare lungo la coscia, sotto la gonna, lambire l’inguine.
Tremi leggermente ora, ti mordi il labbro inferiore per sfogare la tua eccitazione, la tua paura, la tua ansia.
Vedo i tuoi capezzoli indurirsi e risaltare attraverso la camicetta leggera che indossi, senza reggiseno.
Lentamente con l’altra mano apro i primi bottoni ed infilo una mano dentro, la faccio scorrere sui seni. Poi mi soffermo sul capezzolo destro, lo sento turgido e gonfio da sembrare di legno. Lo afferro tra indice e pollice e comincio a stringerlo. Ti mordi ancora di più il labbro mentre, sadicamente, lo stringo sempre più forte.
Gemi.
Ora la gonna è completamente salita, arricciata intorno alla tua vita. La lama ti sfiora il pube, senti il gelo del metallo. Poso il coltello sulla sedia, sotto le tue cosce, in modo che continui a sentire il freddo della lama. Con le dita comincio a stuzzicarti la clitoride mentre l’altra mia mano non smette di tormentarti il capezzolo.
I tuoi gemiti sono continui ora, percepisco la tua eccitazione, in mezzo alle cosce sei un lago. I tuoi umori colano fuori bagnando la sedia. Senti che abbandono il contatto con la tua figa, rimani sorpresa, delusa…lo vedo dalla smorfia del tuo volto ma, neanche passa un minuto che all’improvviso entro dentro la tua figa con due dita. Velocemente e fino a fondo, fino alle nocche.
Sussulti ansimando parole incomprensibili.
Ruoto le dita dentro la tua fica mentre l’altra mano è concentrata a torcerti il capezzolo. Sento i tuoi seni duri, di marmo. Cerchi di spingere il busto in fuori in modo da sentire ancora di più questo contatto, queste dita che ti stanno donando piacere e dolore.
Mentre le dita dentro la tua fica sono diventate tre e roteano dentro quell’anfratto caldo ed umido.
Ti fotto con forza ora…dentro e fuori…e tu non fai che venirmi incontro con il bacino, per sentire le dita sprofondarti dentro, sfiorare l’utero. Non ti controlli più, sei infoiata come una cagna…e ti assecondo, ti regalo piacere. Mi piace regalarti piacere.
Sento che stai per venire, non resisti…e per suggellare quest’incontro do un’ultima, forte, stretta al capezzolo, torcendolo al massimo, e spingendoti le dita più a fondo. La tua reazione è l’orgasmo. Sento le tua gambe tendersi, aprirsi, la tua fica palpitare e pulsare, quasi a voler risucchiare le dita dentro di te. Il tuo respiro che si spezza e mugolii che escono dalla tua bocca…







Solito treno stamattina. Partenza da Roma alle 8.30, arrivo previsto alle 10 circa a Firenze.
Ci voleva, ci voleva proprio…è stata una cosa che mi ha fatto tornare il buonumore, dopo la mattinata infernale, appena salito in macchina.

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