Dalla Costituzione Italiana:
Art. 3.
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
Ora io dico…è mai possibile che lezioni di come debba essere intesa la famiglia ci provengano da personaggi come Casini (divorziato ed allo stato attuale convivente), Berlusconi (divorziato e risposato), dall’appoggio della Chiesa (con Benedetto XVI che lancia anatemi contro l’aborto e le unioni civili da San Paolo del Brasile)? Mai vista tanta ipocrisia in piazza in una volta sola.
Sono sempre più convinto che il problema è, per la Chiesa, per la gente comune e per lo Stato (almeno quella parte di Stato destrorsa e reazionaria, e NON necessariamente di destra), la “diversità”. La diversità che si manifesta nel voler essere una “famiglia” anche se ci si è sposati senza la benedizione di un prete. La diversità nel voler convivere e basta, senza carte e bolli a suggellare un amore, una passione. La diversità nell’amare una persona che abbia i nostri stessi organi genitali. La diversità nel voler condividere una vita con una persona che idolatra un altro Dio che non sia lo stesso nostro.
D’altronde è sempre stato così. Il “diverso” è stato visto come un nemico dalla notte dei tempi. Diversità fisica come con gli indigeni, gli schiavi, la gente con una pigmentazione diversa dalla nostra. Diversità culturale. Diversità di fede. Diversità di intelletto. Diversità di opinioni. Diversità nelle preferenze sessuali. Fino ad arrivare ad inculcare ancora oggi, nel XXI secolo, l’idea nella gente che diverso è sinonimo di pericoloso.
Non contano i sentimenti, non conta l’amore, l’affetto…prima di tutto conta l’apparenza. Un lavoro “rispettabile”, la “famiglia”, la “messa”…poco importa quello c’è dietro se si salvano le apparenze. Ma, purtroppo, le apparenze non salvano da quello che succede dentro la “famiglia”. Litigi, divorzi, separazioni, violenze, figlicidi, parricidi, matricidi, mamme che vendono i proprio bambini per prestazioni sessuali, madri che tacciono difronte agli abusi che i padri commettono sui figli, violenze su minori, atti di pedofilia (sapete che il 90% delle violenze su donne e bambini avviene all’interno della “famiglia” vero?). Ed ancora ad insistere, oggi, che l’unica via per la salvezza dell’uomo “degenerato” di oggi sia la “famiglia”.
Io adoro la famiglia…ma la MIA Famiglia, intesa come dico io, in piena libertà. Ecco perchè non capisco proprio questa manifestazione. Come se chi non avesse una “famiglia normale” non fosse normale. Chiedo solo libertà, d’altronde la mia libertà finisce dove inizia la tua. Finchè non invado il tuo territorio, finchè non nuocio a te od altri, sono in diritto di fare ciò che voglio della mia vita…
Libertà e famiglia ma…lontano dal “Family Day”, molto lontano…
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